Guido Balsamo Stella

Nato a Torino nel 1882, è a Venezia già dal 1896, dove ottiene uno studio a Ca' Pesaro e segue le lezioni della Scuola libera del Nudo dell'Accademia veneziana.
Presto però raggiunge Monaco di Baviera, dove ha contatti con la Secessione in particolare Peche e Rix. Dal 1909 Frequenta l'accademia di Belle Arti di Monaco dove suo maestro è Welti, allievo di Böcklin. Espone alle mostre della Secessione al Glasspalast. S’interessa anche agli ex-libris.
Nel 1914 ottiene un premio acquisto alla XI Biennale di Venezia per la sua acquaforte Il vitello d’oro.
Negli anni della prima guerra mondiale è in Svezia con la moglie Anna Akerdahl pittrice; si dedica all’acquaforte e allo studio delle tecniche d’incisione sul vetro presso i maestri vetrai di Orrefors e, al suo rientro in Italia, si fa tramite di un rinnovamento del gusto nell'artigianato vetrario di Murano.
In Italia è dapprima a Firenze dove dal 1922 insegna presso il Regio Istituto d’Arte di S.Croce; crea un laboratorio vetrario a Colle Val d'Elsa.
È poi direttore della Scuola Statale d'Arte del Legno di Ortisei in Val Gardena (1924-1927) da dove viene allontanato su richiesta dei produttori di arte sacra che lo considerano troppo innovativo.
Insegna all'Istituto Statale d'Arte "Pietro Selvatico" di Padova (1927-1929).
Nel 1929 è a Murano presso la S.A.L.I.R. (Studio Ars Labor Industrie Riunite).
Nel 1929 è chiamato a Monza a dirigerne il prestigioso ISIA (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche) e vi rimarrà fino al 1932. La sua direzione determina la speciale impronta di questo Istituto del tutto innovativo per l’Italia dell’epoca sia per l’aspetto intellettuale aperto e creativo che per la qualità dei docenti che volle scegliere singolarmente.
Dal 1936 dirige l'Istituto Statale d'Arte di Venezia.
Muore improvvisamente ad Asolo nel 1941.